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FOTOGALLERY – Grande successo per la Notte nazionale del liceo classico organizzata al D’Adda

Sogni, visioni, presagi nel mondo antico… e oltre

Venerdì 17 gennaio in oltre quattrocento Licei Classici italiani, fra le 18 e le 24, si è svolta la sesta edizione della Notte Nazionale del Liceo Classico. Tiziano Ziglioli, docente al Classico varallese, che è stato il coordinatore e l’anima dell’iniziativa, ha sintetizzato il filo conduttore della serata culturale: “La manifestazione era nata con l’intento di promuovere l’indirizzo di studi del Liceo Classico, che presenta caratteristiche uniche in tutta Europa e che da sempre svolge una funzione culturale ed educativa insostituibile: mantenere vivi fra i più giovani la conoscenza e l’amore per la grande cultura classica come chiave per la comprensione dell’uomo e come fonte inesauribile di bellezza. Abbiamo trovato il coraggio di agganciarci a questa iniziativa nazionale, patrocinata dal MIUR, che nasce da un’idea di Rocco Schembra del Liceo “Gulli e Pennisi” di Acireale, proprio grazie all’incoraggiamento e alle sollecitazioni degli studenti. Nell’ambito della manifestazione nazionale, che lascia ad ogni scuola ampia libertà di scelta, il “D’Adda” ha scelto di declinare la multiforme esperienza del sogno e la sua straordinaria capacità di suggestionare gli uomini di tutti i tempi, nutrire i miti, ispirare l’arte e stimolare la riflessione dei filosofi, in vari momenti e percorsi che i visitatori potevano fruire liberamente”.

La partecipazione è stata numerosa e qualificata, con anche la presenza del Sindaco della Città di Varallo, Eraldo Botta, che ha sottolineato come la scuola sia importante per il futuro dei ragazzi, dell’ex Dirigente Portalupi e dei genitori di Giulia Bracchi, scomparsa nel 2006 a causa di un tumore. Dopo la lettura dell’elaborato vincitore del Concorso di scrittura creativa, bandito dal Coordinamento Nazionale per la VI edizione, scritto da Gabriel Bianchi, che frequenta la classe terza presso il Liceo Classico Emanuele Repetti di Carrara, ispirato ad un passo del De Causis Plantarum di Teofrasto, e il saluto della Dirigente Scolastica Paola Vicario, che ha ringraziato gli insegnanti, gli alunni e tutti coloro che hanno collaborato alla riuscita della serata, l’orchestra “Giulia Bracchi”, nata dieci anni fa sostenuta dall’allora Preside Mauro Agarla, composta da liceali ed ex liceali, diretta dal Maestro Manuel Filisetti, ha proposto un concerto, aperto dalla sonata di Beethoven: “Al chiaro di luna”, seguito da brani tratti dal repertorio classico e moderno, si è che si è chiuso con: “La vita è bella”, che esprime la speranza che davvero la vita sia gioiosa. Tiziano Ziglioli ha sottolineato come la cultura sia gioia, continua ricerca ed inesauribile scoperta: “La notte è rischiarata dalla luce degli antichi che illumina l’alba del futuro”. La “lezione recitata” alla scoperta del multiforme e possente “universo onirico” degli antichi, che è bello pensare siano, almeno in parte, i nostri stessi sogni, è stata un momento davvero coinvolgente e commovente, che ha dimostrato come bellezza e grandezza possano essere proposti e ricevuti con eguale gioia, resa più consapevole dall’impegno e dallo studio: “Emozioni che ci rendono più grandi quando le insegniamo e quando le studiamo”. L’augurio finale è stato: “Che vi giungano inviati dagli dei non sogni piccoli ed egocentrici, ma sogni grandi e luminosi, oltre i fiammeggianti cancelli dell’Essere”.

A metà serata era stato organizzato un “banchetto” a buffet, con assaggi di piatti della cucina romana, realizzati dalle alunne della quarta liceo classico, coordinate dalla professoressa Maristella Sala, reinterpretati secondo i gusti di oggi: dal garum al vino speziato si è ricreato anche il mondo degli antichi sapori.

Al primo piano, nelle diverse aule che si aprono sul corridoio centrale, venivano proposti da studenti e insegnanti diversi approfondimenti tematici: il sogno nel cinema, nell’arte moderna e contemporanea, nella commedia greca di Aristofane, nella lingua quotidiana degli antichi e in un percorso filosofico dall’antichità a Nietzsche. Era stato anche organizzato un momento di incontro con ex alunni del D’Adda, che hanno parlato delle loro diverse esperienze di studio e di lavoro dopo aver conseguito la maturità classica, a beneficio soprattutto dei futuri iscritti all’indirizzo classico.

La serata si è conclusa esattamente a mezzanotte, con l’ultima lettura, costituita dall’incipit della tragedia Agamennone del poeta tragico Eschilo, versi immortali che evocano la lunga notte insonne di una sentinella, letti prima in greco antico e poi declamati in traduzione. La scolta, sulla torre della reggia di Argo, nella notte, scruta l’orizzonte e finalmente giunge il momento, è finita l’attesa: “Per me far parola mi piace, a chi sa: se non sa, dimentico anch’io”.

 

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