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Varallo: dal 1 al 4 agosto si è tenuto il 1° Festival Beethoven

Quattro giorni con sette gradi concerti

Nel 2020 si celebrerà il duecentocinquantesimo anniversario della nascita di Beethoven, figura cardine della transizione dal classicismo all’età romantica. Dalla collaborazione tra il Maestro Massimo Giuseppe Bianchi, Direttore artistico dei concerti della storica rassegna musicale: “Musica a Villa Durio”, e membro del Consiglio di Biblioteca, con Carlo Hruby, Presidente della Fondazione Hruby, che nel 2016 ha fondato l’Associazione: “Musica con le ali”, dedita alla valorizzazione dei giovani talenti del panorama nazionale, realtà di patronage artistico unica nel suo genere in Italia, è nata l’idea di realizzare un Festival di musica da camera per rendere omaggio al grande compositore tedesco alla vigilia delle grandi celebrazioni dell’anno beethoveniano. Il Festival si è concretizzato con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Varallo, dell’Assessore Alessandro Dealberto, dell’Ufficio Cultura e della Biblioteca Civica “Farinone-Centa”, dal 1 al 4 agosto: quattro giorni con sette concerti.
Protagonisti del Festival Beethoven sono stati i migliori giovani talenti d’Italia, selezionati e sostenuti dall’Associazione Musica con le Ali: i violini Ferdinando Trematore, Sara Zeneli e Gaia Trionfera, i violoncelli Ludovica Rana, Giacomo Cardelli e Giulia Attili, le viole Benedetta Bucci e Martina Santarone, il flauto Bianca Fiorito. Al pianoforte Massimo Giuseppe Bianchi, che ha introdotto il Festival ricordando che: “La Biblioteca è il luogo dove si fa anche della musica, questo Cortile è un luogo adatto alla musica: l’ho pensato fin dalla prima volta che ne ho varcato la soglia ed un pubblico tanto numeroso e preparato conferma il successo di questa esperienza musicale”.
Come Direttore della Biblioteca sono stata onorata dalla scelta di Palazzo Racchetti per ospitare il 1° Festival Beethoven: perché il connubio musica-letteratura produce Armonia. Nino Salvaneschi, nella sua famosa biografia: “La vita eroica di Beethoven” scriveva:“Beethoven è proprio morto? Talvolta i morti sono più vivi dei vivi. E Beethoven è immortale, perché la sua arte è nata dal suo cuore… E siccome ancora oggi il mondo è senza pace e senza amore, ascoltiamo il messaggio nato dal suo cuore generoso, espresso con la sua arte immortale”.
Grazie agli ideatori e organizzatori del Festival: il Maestro Massimo Giuseppe Bianchi, e il Presidente di Musica con le Ali, Carlo Hruby, che ha anche generosamente offerto l’impianto di videosorveglianza attivo in tutte le sale della biblioteca e negli spazi esterni.
Vedendo il pubblico che ha affollato tutti i concerti, l’attenzione che è stata riservata ai giovani talenti musicali, l’interesse riscosso dall’iniziativa, si è rincuorati sulle sorti musicali del nostro Paese e della Valsesia in particolare, ricca di cultura e di musicisti.

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