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Serravalle: tutti a bordo del… Piedibus!

A «salire» su questo ecologicissimo mezzo sono circa un’ottantina di alunni

Con l’inizio del nuovo anno scolastico, è tornato puntuale il caro «Piedibus», una piacevole consuetudine che l’Amministrazione comunale aveva organizzato ormai parecchio tempo fa con l’intento di far riscoprire agli alunni il piacere di una bella passeggiata insieme ai compagni favorendo così anche la socializzazione.
A «salire» a bordo di questo ecologicissimo mezzo di trasporto sono circa un’ottantina di alunni della Scuola primaria (dalla prima alla quinta), un numero in contino crescendo che dimostra quanto l’iniziativa sia sempre più apprezzata dalle famiglie. Con i loro giubbotti gialli, i bimbi danno vita al classico serpentone che colora corso Matteotti. Ad accompagnarli, sia di mattino che al pomeriggio, al termine delle lezioni, sono gli insostituibili Nonni Vigile, preziosa risorsa per la comunità e punto di riferimento per gli stessi bambini che a questi instancabili volontari si sono nel tempo molto affezionati. Non solo infatti garantiscono la necessaria assistenza, ma insegnano loro le regole del «buon pedone» e poi chiacchierano e scherzano, dando vita a dei rapporti che durano poi nel tempo.
Dal Comune, un ringraziamento pertanto a tutti loro per l’impegno e la dedizione con cui portano avanti questo servizio. «Un grazie davvero di cuore a questi “nonni”, anche a quelli che, dopo essere stati operativi per tanto tempo, hanno dovuto lasciare l’incarico» dice il sindaco Massimo Basso. «Vedere tanto entusiasmo verso questo servizio, avviato insieme a Monica Mazzolari e che poi era stato seguito e ben gestito da Alessandra Delvecchio, è davvero una bellissima soddisfazione. Tutte le mattine un carosello colorato sfila per il paese portando un tocco di allegria. Un plauso sincero, pertanto, a questi volontari che incuranti di pioggia, neve, freddo, ogni giorno si presentano alle “fermate” per “caricare” i bambini. Sono davvero un bell’esempio di impegno civile e di volontariato a cui tutta la comunità deve essere riconoscente».

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