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Riflessioni sulla fontana monumentale a Borgosesia

Da un lettore riceviamo e pubblichiamo

Da un lettore riceviamo e pubblichiamo.

Vorrei proporre alcune pacate riflessioni sulla nuova fontana costruita in piazza principale di Borgosesia. Non voglio dare nessun giudizio politico né giudicare persone che conosco poco e non mi sembra corretto valutare. Vorrei soltanto proporre come semplice cittadino una riflessione su come a Borgosesia, ma questo mi sembra avvenga purtroppo in ogni parte d’Italia, non vi sia un’attenzione particolare a quelle che sono le priorità essenziali per quanto riguarda le spese economiche da affrontare.
In una nazione dove non ci sono le risorse per pagare i giovani ricercatori, che perdiamo per il loro trasferimento in nazioni che sanno ricompensare la loro qualità, dove non ci sono stati i soldi per pagare le borse di studio per gli specializzandi in medicina, con il risultato che nei prossimi anni vi saranno carenze drammatiche per la popolazione di medici negli ospedali e nei territori, dove comunque vi è disoccupazione giovanile che sfiora il trenta per cento, non è possibile non essere scettici nei confronti di un’opera che è costata, per quel che mi è stato comunicato, centinaia di migliaia di euro. L’opera è bella da vedersi, ricorda due persone vittime della spietatezza della mafia e del coraggio dimostrato nell’affrontarla, ma si poteva ricordarli in modo più semplice magari con una targa nei luoghi dove la moglie del generale è vissuta a Borgosesia. Sentendo le opinioni delle persone ho percepito che una maggioranza si trovi più o meno sulle mie posizioni.
La mia speranza è che in un futuro prossimo le scelte economiche e politiche all’interno di un Comune, di una Provincia, di una Regione, e ancora di più all’interno di uno Stato, siano sempre valutate in base alla priorità, a quei bisogni essenziali come la gestione dei diseredati, anziani con pensioni minime che vivono sotto la soglia della sopravvivenza, la gestione di una sanità che sta sempre più regredendo nelle sue funzioni. Non abbiamo bisogno di opere pubbliche vistose, ma non essenziali, ma di venire incontro ai bisogni più essenziali per la popolazione. La speranza deve essere sempre tenuta viva, anche se vedendo quello che avviene nel nostro Paese si tende a perderla.

 

dott. Emanuele Zacchetti

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