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Nuova avventura per il Gescav presso la storica centrale di Morca

Buona anche la partecipazione per questa uscita

Nuova avventura per il GESCAV (Gruppo esplorazione e studi cavità artificiali Valsesia), la terza programmata per questo inizio 2019, presso la storica centrale idroelettrica dismessa di Morca.
«Buona anche la partecipazione per questa uscita, inizialmente a numero chiuso per venti partecipanti, saliti eccezionalmente a venticinque per le numerose richieste pervenute» dice Danilo Carpani, responsabile del gruppo.
Il forte vento di domenica 5 maggio aveva suscitato inizialmente qualche perplessità, superata ben presto dalla gran voglia di portare a termine questa bella uscita dall’interesse sia storico che scientifico.
Pierluigi Giardini è stato il principale relatore di questa esperienza: con dovizia di particolari ha parlato ai partecipanti della storia del ponte di Morca e della frazione, documentata sin dal 1217, coinvolgendo il gruppo con una serie di racconti storici sulla frazione in lotta con Camarola (Balangera), Valmaggia e Crevola, gli scontri con i Dolciniani, le vicende che hanno legato Morca alle scorrerie del Bangher e alla lotta partigiana. Non ultimo, il racconto sui più svariati mezzi utilizzati nell’antichità per raggiungere questa frazione con l’attraversamento del Sesia. E proprio da Morca inizia il percorso a piedi che conduce alla centrale sita sulla destra orografica del fiume.
«Il gruppo ha potuto percorrere la lunga galleria di 75 metri scavata nella roccia della montagna» ha detto ancora Carpani «e che è forse la parte più suggestiva dell’uscita. Indossati stivali, caschi e pile frontali, alcuni gentilmente prestati dal GSMV di Borgosesia che ringrazio, i partecipanti l’hanno percorsa a gruppi di sei, assistiti dagli accompagnatori del GESCAV in massima sicurezza».
Dal lato opposto della galleria è ancora Giardini a guidare il gruppo, l’uscita si è fatta dinamica e anche curiosa. La guida è entrata nel merito e ha narrato la storia della centrale idroelettrica e del suo canale che iniziarono la produzione il 29 febbraio 1932 per servire la ditta Bozzalla Annibale. Sono stati descritti i dati tecnici dell’opera: portata acqua, lunghezza impianto, potenza Kwh di 3.500.000 anno, costi dell’opera, sino alla sua fine quando era stata data in gestione all’ENEL che avrebbe dovuto renderla operativa nel 1994, cosa che non avvenne causandone la chiusura.

La visita è proseguita fino alla centrale dove i partecipanti hanno potuto apprezzare la fattura mastodontica realizzata in sassi scalpellati e rivestita in mattoni, opera che ancora oggi risulta solida, ed è terminata nella parte ipogea della medesima dove scorreva l’acqua che dava il movimento alle turbine.
«L’entusiasmo dei partecipanti è stato evidente» ha concluso Carpani. «Ho visto tutti molto attenti per come osservavano anche i particolari, per le tante foto e video da portare a casa come ricordo e per la vera tempesta di domande rivolte al nostro Pierluigi. Una ulteriore dimostrazione della funzionalità e affiatamento di questo gruppo GESCAV, dove ognuno ha dato il meglio di sé dimostrando competenza e responsabilità».
Come sempre l’uscita è terminata con i piedi sotto la tavola in allegria e amicizia tra gli accompagnatori del GESCAV e buona parte dei partecipanti a questa nuova entusiasmante avventura.

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