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Lavori alla chiesa di Rossa: lo stato dell’arte

La sottoscrizione di Fondazione Valsesia per contribuire alle spese è ancora attiva

Circa due anni fa, alcuni mesi dopo l’arrivo del nostro nuovo parroco don Salvatore Gentile – al quale va il mio ringraziamento personale per l’amicizia e, certamente, di tutta la comunità locale per il suo impegno nell’occuparsi proficuamente delle nostre «anime» ma, non solo -, avevamo scoperto il pessimo stato in cui versava il tetto della nostra chiesa parrocchiale dedicata alla Beata Maria Vergine Assunta, con tutti i rischi che sarebbero potuti conseguire se non si fosse prontamente intervenuti.

Definita le parte progettuale, per la quale è doveroso da parte nostra ringraziare l’arch. Mauro Garino e l’ing. Severino Boggio, e i costi relativi (circa 180mila euro per il lotto di interventi più urgenti), siamo partiti con la richiesta delle autorizzazioni presso gli Organi competenti e alla ricerca delle risorse necessarie, anche attraverso una raccolta fondi per la quale ci eravamo appoggiati alla allora neo costituita Fondazione Valsesia. Incredibilmente, nel giro di pochi mesi, gettando un po’ il cuore oltre l’ostacolo per le risorse mancanti, l’autunno scorso siamo riusciti ad affidare, alla Carmellino Costruzioni di Scopa, i lavori, che sono finalmente partiti e, tempo permettendo, si concluderanno a breve.

Tornando alle risorse, per non rischiare di dimenticare qualcuno, vorremmo ringraziare tutti, ma proprio tutti, coloro i quali hanno donato. Donazioni che ci sono state versate sul fondo attivato appunto presso la Fondazione Valsesia, con cui, intrattenendo un parallelo percorso di crescita, abbiamo avuto ottime performances: contributi assegnatici direttamente, come quelli delle Fondazioni Bancarie CRV e CRT, della Fondazione Valsesia stessa, della Pro Loco di Rossa, che inizialmente ha cofinanziato buona parte delle spese tecniche, dell’Amministrazione comunale di Rossa, di Ice For Spa di Magenta, di proprietà della Famiglia Antoniuzzi. Discorso a parte meritano poi le risorse che abbiamo ottenuto attraverso la CEI (Conferenza Episcopale Italiana) – contributi finanziari per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto – che ci hanno permesso, veramente, di assumerci l’onere e l’onore di dare il via alle opere.

Non è però finita. Abbiamo appena concluso la progettazione dell’ultimo lotto degli interventi, che prevede il completamento della copertura (tutta in beole valsesiane) per una superficie complessiva di circa mille metri quadrati, il consolidamento della cupola e tutte le opere relative e conseguenti, il cui importo totale necessitante si avvicina di molto a 300mila euro€ e, per la serie, «piove sul bagnato» (sarebbe forse meglio dire «nevica»!), necessitiamo di altri 45mila euro (20 di messa in sicurezza e altri 25 per il successivo intervento di ristrutturazione e restauro) per il tetto, la struttura e la demolizione (temporanea) del campanile pericolante della chiesa della frazione Cerva dedicata a S. Bernardo da Mentone.
A prima vista verrebbe da dire: «Ma chi ve lo fa fare»? Però, come quel tale un po’ ingenuo che non sapeva che quella cosa non si poteva fare e quindi la fece, anche a noi piace immaginarci un po’ così, ingenui, ma umilmente determinati a raggiungere gli obiettivi che ci siano dati.

Dunque, ricordando l’Iban della Fondazione Valsesia su cui si possono versare i contributi alla nostra Causale: «Tetto chiesa parrocchiale di Rossa» IBAN IT29 R060 9044 9000 0000 1001 092 – Biverbanca Fi­liale di Varallo ci rivolgiamo a tutte le persone di buona volontà, rinnovando la nostra richiesta d’aiuto.

Con l’impegno di relazionare i prossimi avanzamenti dei lavori, rinnoviamo il ringraziamento di tutto il CAEP di Rossa, augurandoci infine che terminino presto questi tempi di pandemia e tutti si possa tornare alla normalità delle attività quotidiane e delle relazioni sociali.

Gian Paolo De Dominici

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