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FOTOGALLERY – La Pieve di di Santa Maria di Naula si veste di luce nuova

Ad occuparsi dei lavori l'architetto Andrea Musano

Nell’antica pieve di Santa Maria di Naula, quest’anno il Natale è stato davvero pieno di Luce: dopo il completamento dei lavori delle coloriture all’interno delle navate è stata ripristinata l’illuminazione interna. Il Direttore dei lavori, Architetto Andrea Musano, utilizzando i punti luce già presenti, ha fatto installare ottiche orientate verso le volte della navata centrale e delle navate laterali per produrre un’illuminazione diffusa indiretta, molto suggestiva, che valorizzasse le volte a crociera ed i magnifici archi a ferro di cavallo.

I punti luce già presenti nelle navate laterali sono stati utilizzati per l’installazione di ottiche particolari, che consentono di illuminare la nicchia dove sono state esposte le lastre marmoree con due iscrizioni tra le più antiche ed importanti di tutto il vercellese: quella di età romana (dove si legge in splendide lettere O]ptatus pontifex … S]ecundus augur[r) e la lapide sepolcrale, attribuibile al VII -VIII sec. d.C., del presbyter Candidianus, morto dopo quarant’anni di sacerdozio.

Sono stati rischiarati anche i bellissimi affreschi dell’abside sud: a sinistra l’affresco tardo-gotico di una Madonna in trono che allatta il Bambino e una Madonna in trono con in piedi su un ginocchio il Bambino, una mano benedicente e l’altra che tiene un capo dell’ampio manto di fiori e stelle in cui la Vergine è avvolta. Sulla cornice soprastante il trono si legge il nome del committente dell’opera, dell’artista che la realizzò e la data in cui fu consegnata: “Franciscus de Blasius fecit fieri – Franciscus de Qugiano pinsit. 1532”; a destra, nella piccola absidiola, la luce illumina lo sguardo di un’altra Madonna in trono, forse realizzata dalla bottega dei De Campo.

Attraverso l’illuminazione sono stati valorizzati il paramento murario nord, tra i più antichi esistenti in edifici sacri in provincia di Vercelli, realizzato a “spina pesce”, e l’urna con la statua lignea policroma seicentesca della Madonna Dormiente, studiata dal Professor Casimiro Debiaggi e messa in relazione con la Dormitio Virginis del Sacro Monte di Varallo.

La Messa di Natale, accompagnata dalla Corale di San Giovanni, diretta dal Maestro Buonavitacola, è stata celebrata da Monsignor Gianluca Gonzino, che ha fatto notare come la culla con Gesù Bambino: “Nato per comunicare la salvezza e metterci in contatto con il Padre”, fosse collocata sull’altare maggiore, proprio ai piedi del maestoso crocifisso ligneo settecentesco, quasi in un precorrere la storia della Salvezza.

Erano presenti, come ogni anno, i volontari del Cammino della Luce che, al termine della Messa, hanno acceso alla fiammella proveniente dalla Terrasanta, i lumini offerti ad ognuno come simbolo tangibile del Natale, per: “Illuminare i cuori e le menti delle persone”.

Piera Mazzone

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