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E’ mancato Maurizio Cassetti, socio fondatore della Società Storica Vercellese

Fu per anni anni direttore dell’Archivio di Stato di Vercelli

Giovanni Ferraris, Presidente della Società Storica Vercellese, sabato 26 ottobre informava i soci della morte di Maurizio Cassetti: “La Società Storica Vercellese partecipa la triste notizia della morte del dott. Maurizio Cassetti, socio fondatore della società e suo membro onorario. Per vari anni direttore dell’Archivio di Stato di Vercelli, che, con tenacia e competenza, seppe organizzare nella sede attuale e dotare di importanti fondi archivistici”. 

La notizia della morte di Maurizio Cassetti, mi ha profondamente addolorata: lo conobbi il 15 gennaio 1986, a Vercelli, in una fredda e nevosa giornata d’inverno, quando ci ritrovammo in uno sparuto numero di persone nel Salone Barocco dell’ex Ospizio dei Poveri per partecipare ad un corso patrocinato dall’Università Popolare di Vercelli, dedicato alla storia del Comune di Vercelli, tenuto dal Dottor Maurizio Cassetti, direttore dell’Archivio di Stato. La nostra Amicizia trentennale mi ha dato la possibilità di conoscerlo e di apprezzarlo, prima per le sue doti professionali di Direttore dell’Archivio di Stato di Vercelli e delle sezioni di Biella e Varallo, poi per le sue doti umane di empatia spontanea. Mi mancherà il suo: “a Mazzò” saluto romanesco, che in un attimo cancellava i mesi o gli anni in cui non ci si era visti, e quel sorriso luminoso con i quali generosamente offriva i suoi libri, che scherzosamente misurava a chili: “Roba bbona….” .

Cassetti è stato un leale funzionario dello Stato: una definizione forse un po’ retrò, che non usa più, ma che è la più adatta a racchiuderne l’anima, che lui stesso spiegò nel 2011 in: “Pagine sparse”, corposo volume dedicato alla moglie Carmela e ai figli Roberto e Laura: ”Dopo tanti anni di appassionato e duro lavoro ho sentito il dovere di regalarmi questo libro…la mia azione primaria si è rivolta soprattutto alla salvaguardia e alla valorizzazione del patrimonio archivistico e a questo hanno mirato i miei scritti. Non ho potuto né voluto fare opera da storico, che del resto non rientrava nei miei doveri di archivista di Stato. Sono fiero di essere rimasto nell’Amministrazione (anche se più volte c’è stata la tentazione e la possibilità di abbandonarla) animato sempre da entusiasmo, nonostante tante delusioni, incomprensioni e silenzi, e di avere nel mio piccolo cercato di contribuire al suo buon nome”

Nella presentazione del catalogo della mostra documentaria dedicata a: “La famiglia D’Adda Salvaterra e la Valsesia”, del 1986, Cassetti scriveva: “Ho sempre sottolineato che i documenti conservati negli archivi debbono diventare Vita, debbono essere fonti insostituibili di storia. Essi non debbono restare negletti nei depositi e nella polvere. Debbono essere conosciuti, studiati, analizzati, resi pubblici. Solo così ne è giustificata appieno la conservazione”.

L’Archivio di Stato di Vercelli è stato istituito con Decreto Ministeriale 20 ottobre 1965 a decorrere dal 1 dicembre 1965. Cassetti arrivò in Piemonte da Roma nell’ottobre 1967, molto giovane – era nato a Roma il 2 dicembre 1941 – al suo primo impiego. Dal 2 maggio 1969 divenne prima direttore a scavalco e poi Direttore stabile dell’Archivio di Stato di Vercelli e della sezione di Biella. Nel 1996 pubblicò: “Guida all’Archivio di Stato di Vercelli”: “Questo volume è anche la sintesi della mia attività a Vercelli in oltre 27 anni di duro lavoro. Nel maggio 1969 trovai l’ufficio in un negozio (Via Dante Alighieri) con soli 411 volumi e registri (liste di leva e ruoli matricolari provenienti dall’Archivio di Stato di Torino) in una cantina. Molto cammino è stato fatto tra difficoltà innumerevoli, incomprensioni, solitudine, silenzi, gelo, ma anche molto entusiasmo e la collaborazione di tanti”. Quando Biella diviene provincia, nel 1997 anche l’Archivio acquistò autonomia. Maurizio Cassetti, dopo essere stato Direttore dell’Archivio di Stato di Vercelli (e Sezioni di Biella e di Varallo), poi Direttore di Asti fino al febbraio 2005, concluse la sua brillante carriera di Archivista di Stato il 1 maggio 2008, come Dirigente del Servizio I della Direzione Generale per gli Archivi di Roma. Fu Socio Corrispondente della Deputazione Subalpina di Storia Patria, promotore nel 1971-72 della Società Storica Vercellese, di cui fu primo segretario, consigliere e poi consigliere onorario, Direttore della Rivista Archivi e Storia, Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, Cavaliere al merito della Repubblica Italiana, “Vercellese dell’anno” nel 1996, studioso della storia e della civiltà cinese, e poi…giocava a calcio nella Nazionale dei Giornalisti. La sua ricca Bibliografia, a partire dal 1970, annovera oltre centocinquanta pubblicazioni: sabato 18 marzo 2017 a Lenta presentò il volume di duecento pagine circa, illustrato con molte fotografie di Giovanni Battista Delsignore: “Storia del Monastero benedettino di San Pietro di Lenta”, sintesi dei suoi studi sui cinque secoli di presenza delle monache benedettine nel castello-monastero di Lenta.

Fondamentale fu il ruolo di Maurizio Cassetti nella nascita della Sezione di Archivio di Stato di Varallo, istituita con Decreto Ministeriale n. 27 del dicembre 1973. Il 31 marzo 2007, presso la sede dell’Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nelle province di Biella e Vercelli “Cino Moscatelli”, in occasione della presentazione dell’inventario: “I fascicoli penali del Tribunale di Varallo (1903-1923)”, Cassetti rese note le recenti decisioni ministeriali che avrebbero dovuto portare gradualmente ad un ridimensionamento del numero degli Istituti Archivistici direttamente gestiti dal Ministero, comunicando che l’Amministrazione Archivistica intendeva offrire ai Comuni e ad altri Enti locali, la gestione diretta delle trentacinque sezioni di Archivio di Stato attualmente istituite. Cassetti sottolineò l’importanza della Sezione di Varallo: “Oltre tre chilometri e mezzo di metri lineari”, auspicando qualora ci fosse stato l’intervento del Comune di Varallo, e anche, eventualmente, della Comunità Montana Valsesia e della Provincia, che la sezione di Varallo potesse diventare un vero e proprio Archivio Storico Valsesiano.

Nel 1988, a Serravalle, il riordinamento dell’Archivio storico comunale, aveva offerto l’occasione per riflettere su un passato di Comunità, testimoniato dai documenti conservati. Maurizio Cassetti partecipò a: “Una storia, tante storie”, ciclo di incontri organizzati dal Comune, con un intervento dedicato alle fonti per la storia di Serravalle esistenti presso l’Archivio di Stato di Vercelli, presso le due sezioni di Biella e di Varallo, e presso l’Archivio di Stato di Torino: “La storia infatti e i documenti ci mostrano che Serravalle si trova in una posizione strategica che la pone come elemento di raccordo tra la Valsesia, il Biellese e il Vercellese e, al di là del Sesia, il Novarese. Questa posizione è stata un po’ la sua forza e un po’ la sua debolezza. In passato essa ha comportato assedi, guerre, varie vicissitudini, che si riflettono anche sulla situazione degli archivi”.

Al termine del suo intervento Cassetti lanciò un accorato appello, purtroppo rimasto inascoltato: “Dimenticando di essere direttore di un Archivio di Stato, parlando solo da persona sensibile a quello che è storia, invito, poiché i tempi sono propizi, a salvare l’archivio della Cartiera. Nelle liquidazioni spesso l’archivio di un’impresa va disperso, viene mandato al macero. Cerchiamo di salvare questo archivio: il modo in cui verrà gestito sarà deciso in seguito, l’importante è che non vada perduto”.

Il funerale di Maurizio Cassetti è stato celebrato martedì 29 ottobre presso la chiesa di Santa Giulia a Torino: l’hanno accompagnato i parenti, gli amici, e molti studiosi che ebbero modo di apprezzare la competenza e la grande generosità nel condividere informazioni archivistiche e storiche, scaturite dall’inesausta frequentazione di archivi pubblici e privati e da una memoria davvero prodigiosa.

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