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Curiosità valsesiane: Varallo del passato

I principali cambiamenti nella storia di una città raccontati da Flavio Facchinetti

VARALLO – Immaginiamo di essere un turista-viaggiatore che, in tempi passati, cammina da Roccapietra a Varallo non lungo una strada nel senso moderno del termine bensì su una semplice mulattiera sassosa (la prima carrozzabile è stata infatti costruita nel 1823).
Lasciamo alla nostre spalle la Cappella della Madonna di Loreto e oltrepassiamo una conca ricca di boschi sino a incontrare un sentiero che, volgendo a sinistra, ci conduce verso Crevola. La località è raggiungibile soltanto per mezzo di un servizio di traghetto a pagamento (la barca è assicurata a un filo metallico) che attraversa il Sesia e funzionante sino al 1852, anno di costruzione di un ponte pensile, anch’esso transitabile a pagamento sino al 1929. Noi proseguiamo per Varallo, poco avanti ammiriamo la chiesa di San Marco e l’antico cimitero, edificato nel 1808 e utilizzato sino al 1888 (ora in quel è presente il monumento ai Caduti). Dalla chiesa un pergolato porta fino alle mura della città: un viaggiatore dell’epoca lo descrive come «un ameno giardino». La porta di ingresso è a duplice arco e decorata con gli stemmi della Valsesia e dei Visconti di Milano; in tempi di pericolo o epidemie l’ingresso viene mantenuto chiuso e sorvegliato da guardie; questa porta è stata abbattuta nel 1838. All’esterno delle mura un viottolo sulla destra giunge alla chiesetta della Madonna del Popolo (San Uguzzone), demolita nel 1929.
Oltrepassiamo la porta e passeggiamo nella città vera e propria. Sottostanti alla parrocchia di San Gaudenzio appaiono le chiesette di San Bernardino e San Giuseppe, demolite dopo il 1700 con la ristrutturazione di San Gaudenzio. In basso la chiesa di Santa Marta, abbattuta nel 1930.
Di fronte a questo complesso di chiese e al posto dell’attuale teatro Civico sorge il Palazzo della Vicinanza, ovvero l’edificio comunale (nella cartolina qui rappresentato), che pare risalisse al 1300.
Nel 1810 il Palazzo fu adattato a teatro e in seguito demolito. A sinistra del Palazzo della Vicinanza, dove ora c’è la Stazione Carabinieri, si ammira la chiesetta dell’Annunziata, poi abbattuta nel 1938.
Questi sono stati i principali cambiamenti nella storia di una città la cui prima testimonianza risale a un documento assai recente dal punto di vista storico, datato 10 giugno 1025, che menziona quale Ponte de Varade una semplice passerella di legno sul Mastallone (il primo ponte in muratura risale al 1417).
Per l’epoca sono ritenuti più importanti di Varallo i centri di Roccapietra (Rocca de Huberti) con i suoi castelli e Scopa con la sua pieve. Incredibile poi che quel documento attribuisca pari importanza all’alpe de Otro e al ponte di Varallo in un tempo in cui Alagna non esisteva ancora poiché i Walser sono arrivati ben un secolo dopo!
Lo sviluppo della città, specialmente nella parte nuova a sinistra del Mastallone, è avvenuto in seguito alla costruzione del Sacro Monte, alla fine del XV secolo.

Flavio Facchinetti

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