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Borgosesia-Cordar, ritorno di fiamma?

Le aperture del sindaco Tiramani su un possibile cambio di gestore dei servizi idrici

Le recenti esternazioni in Consiglio comunale rese dal sindaco Paolo Tiramani in merito all’insoddisfazione del Comune di Borgosesia nei confronti della SII, il gestore dei Servizi Idrici integrati, sembrano aver socchiuso una porta che sembrava da tempo sbarrata, quella prospiciente la strada che (ri)porta al Cordar Valsesia. Tiramani aveva fatto cenno a un vero e proprio ultimatum verso la SII, affermando contestualmente di essere stato sempre contrario all’uscita del Comune dal gestore valsesiano, come si ricorderà consumatasi dopo una telenovela legale durata parecchi anni.
Per avere un’idea di come questo possibile cambiamento di rotta sarebbe preso in area Cordar, abbiamo avuto modo di sentire il presidente del Consiglio di Amministrazione del gestore valsesiano, il cav. Paolo Croso.
«Ho appreso dai giornali delle dichiarazioni dell’on. Tiramani e devo dire che personalmente valuto positivamente queste aperture. Prima come cittadino borgosesiano che come presidente del Cda Cordar devo dire di avere sempre considerato un’anomalia la decisione del Comune di dividere il territorio comunale fra due gestori dei servizi idrici integrati e cosa non condivisibile l’uscita dal Cordar. Non ho mai capito il perché Borgosesia dovesse chiamarsi fuori andando a spezzare un’unità territoriale in cui i servizi si sarebbero potuti erogare in modo più razionale».
«Come presidente Cordar, invece» continua Croso «rilevo che il nostro ente è l’unico in grado di risolvere annosi problemi della città, dal collegamento di Agnona e Isolella all’ottimizzazione degli afflussi al depuratore di Montrigone. Nel primo caso per le due frazioni si tratta di approntare una serie di collegamenti al nostro collettore già esistente, una soluzione naturale e relativamente “facile” sotto l’aspetto tecnico che collegherebbe le frazioni al depuratore di Vintebbio che, ricordo, è il più efficiente della provincia. Anche per Montrigone l’impianto, di cui non metto in dubbio l’efficienza, può essere oggetto di investimento, realizzando un collegamento al collettore oltre Sesia. Rilevo, per la cronaca, che anche gli scarichi dell’ospedale Santi Pietro e Paolo invece di essere convogliati al collettore Cordar vengono pompati elettricamente attraverso il fiume per confluire proprio al depuratore di Montrigone. Ai tempi l’intervento era costato sui 200.000 euro, cui va aggiunta la spesa della corrente elettrica che grava direttamente sulle tasche dei cittadini».
Ciò detto Croso sottolinea che le aperture viste sui giornali su un potenziale ripensamento borgosesiano incontrano «la completa disponibilità del Cordar Valsesia a confrontarsi e dialogare, anche su un disposto giudiziario cui noi ottemperiamo ma che continuiamo a ritenere un obbrobrio, seppure legittimo. Chiaramente se Borgosesia volesse rientrare nel Cordar lo vedrei come un esempio concreto di unità territoriale capace di tradursi in fatti per i cittadini, in cose importanti sul tema della tutela ambientale e dei servizi resi».
Quindi, se Borgo chiamasse, il Cordar ci sarebbe, pur in un quadro generale della gestione dei servizi idrici integrati che, non senza incertezze, sta evolvendosi.
Entro il 2023, infatti, si dovrebbe arrivare al «Gestore unico» e il rischio per le piccole entità territoriali (come quella del Cordar Valsesia, appunto) inserite è di perdere il controllo diretto dell’attività e degli investimenti. Le alternative non sono molte: o l’autorità Ato (Ambito territoriale ottimale) indirà una gara e chi vince vince e comanda, o si dovrà pensare a unire gli attuali gestori.
«Ci siamo già mossi in questa direzione» dice Croso «e ci siamo confrontati con l’AMC Casale, la vercellese Atena, ora ASM, la stessa SII e il Cordar Biella, ma la sensazione è che, se non verranno indicazioni vincolanti dall’Ato, ciascuno cercherà di conservare il più a lungo possibile la propria autonomia. Certo la gestione di un ente più grande potrebbe comportare delle economie di scala e l’accentramento dei servizi amministrativi. Su tutto grava poi… il futuro stesso della gestione dell’acqua: bisogna capire che cosa deciderà la politica, una parte della quale sembra escludere a priori l’entrata di soggetti privati in un ambito che ritiene dover essere completamente pubblico. Ciò aprirebbe non pochi problemi a realtà che si sono già “aperte al privato” come ASM».
Tornando a Borgosesia ci sono già stati confronti diretti?
«Per il momento contatti informali… ovviamente, qualora dovesse esserci confronto ogni valutazione spetterebbe all’assemblea dei soci del Cordar. Comunque capisco l’irritazione del sindaco Tiramani e torno per un momento a essere un semplice cittadino borgosesiano: vedere che il centro più importante servito dalla SII conti uno “zero virgola” e non abbia da tantissimo tempo una rappresentanza nel Consiglio di Amministrazione, dà l’impressione di una considerazione non adeguata al proprio ruolo».

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